C'è nella pittura di Enrico Benaglia una invidiabile
vitalità che non sottrae all'artista il gusto allusivo ad un tragico
evento esistenziale, perentoreo e concluso da cui residuano gli emblemi
primitivi della vita.. Egli racconta, dipanando un gomitolo di sogni: angosciosi,
liberatori, mitici e di quotidiana avventura, la sua lunga favola:
quella dell'innocenza perenne del mondo della natura, degli animali e quella
dell'innocenza perduta dell'uomo.
Guido Ruggero